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COMITATO SCIENTIFICO "EMILIO POZZI" L’iniziativa della Libera Accademia d’Arte Dra(m)matica rappresenta il metodo di lavoro portante che distingue le Officine CAOS a Torino e Palazzo Ferrero a Biella (dove ha sede la Residenza Multidisciplinare condotta da Stalker Teatro) dalle modalità abituali di gestione di un teatro inteso solo come vetrina per gli spettacoli, a favore di un teatro che svolge le funzioni di un centro di produzione culturale partecipato e condiviso democraticamente da tutte le persone interessate al confronto artistico. La Libera Accademia, ideata e organizzata da Stalker Teatro (responsabili del progetto: Gabriele Boccacini, Adriana Rinaldi, Raffaella Marsella, Stefano Bosco, Gigi Piana) è stata fondata nel gennaio del 2009 grazie alla preziosa collaborazione di personalità nell’ambito culturale quali Ruggero Bianchi, Emilio Pozzi, Alessandro Pontremoli, Mia Peluso, Guido Curto, Renato Iannì e Vito Minoia, che hanno dato vita al comitato scientifico dell’Accademia. Al primo comitato scientifico si aggiungono dal 2010 nuovi esperti che con il loro generoso contributo imprimono ulteriore forza agli intenti del progetto. Per ogni workshop del programma è previsto un incontro fra alcuni rappresentanti del comitato scientifico e il gruppo di lavoro composto dai partecipanti al laboratorio e dagli artisti che hanno diretto l’esperienza del workshop finalizzato alla creazione di una performance rivolta al pubblico. Da quest’anno la denominazione del Comitato Scientifico sarà accompagnata dal nome di uno dei suoi fondatori ,scomparso il 22 aprile 2010, per ricordare Emilio Pozzi, docente di teatro e spettacolo presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino “Carlo Bò” e direttore responsabile della rivista europea “Teatri delle Diversità”. --- Membri del Comitato Scientifico Emilio Pozzi Francesco Adorno: architetto, esperto in processi di partecipazione urbana Elisabetta Ajani: docente di scenografia all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino Claudia Allasia: giornalista e critico di danza Laura Bevione: critica teatrale e collaboratrice di “Hystrio” Ruggero Bianchi: docente di teatro di ricerca; Facoltà di Scienze della Formazione – DAMS dell’ Università di Torino Arianne Bieou: architetto, esperta di arte nei luoghi pubblici Gabriele Boccacini: direttore artistico di Stalker Teatro Monica Bonetto: giornalista e attrice Natalia Casorati: direttrice artistica del Festival “Interplay” Giancarla Ceppi: scrittrice e ricercatrice Ottavio Coffano: docente di scenografia all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino Guido Curto: direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino Norma De Piccoli: docente di Psicologia Sociale e Psicologia di Comunità presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Torino Olga Gambari: critico d’arte e curatrice di mostre Pierfrancesco Giannangeli: docente di Storia dello Spettacolo all'Accademia di belle arti di Macerata e critico teatrale per "Hystrio" e "Il Messaggero" Giuseppe Gariazzo: critico e scrittore cinematografico internazionale Renato Iannì: docente di lettere e didattica teatrale del Liceo Scientifico di Biella Gigi Livio: già docente di Storia del Teatro presso la Facoltà di Scienze della Formazione – DAMS di Torino Giorgia Marino: giornalista, collaboratrice di “Exibart” e “Zero Torino” Vito Minoia: docente di Teatro di Animazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Urbino “Carlo Bo”. Bruna Pellegrini: esperta in pedagogia teatrale Mia Peluso: teorico dell’ Animazione teatrale e del Quinto Teatro Fabio Pettirino: antropologo culturale Alessandro Pontremoli: docente di teorie e tecniche del teatro educativo e sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione – DAMS dell’ Università di Torino. Marco Pustinaz: docente di Teatro Straniero e Performances e conduttore di laboratori di teatro in lingue presso l‘Università di Vercelli Marilù Re Fiorentin: curatrice di eventi culturali Maria Teresa Roberto: docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino Remo Rostagno: drammaturgo di scena Maura Sesia: giornalista e critica teatrale Enrico Strobino: insegnante di musica, ricercatore, condirettore OpLab Egi Volterrani: architetto, traduttore, scenografo, sceneggiatore, già presidente del Teatro Stabile di Torino --- A proposito della Libera Accademia di Stalker Teatro (di Ruggero Bianchi) Il presente è un ponte tra il passato e il futuro. Ma anche, contraddittoria-mente, un’ancora di salvataggio e un grappino d’abbordaggio. Per il codice penale contemporaneo lo Stalker è un deviante da tenere al chiuso (manicomio o galera). Per il cinema (Tarkovskij) è un accorto violatore di confini e un audace esploratore di terrae incognitae, forse aliene o forse soltanto proibite. Per il teatro (Boccacini & Co.) è l’icona e la metafora di un modo di intendere e fare teatro ostinatamente sostenuto e difeso da decenni. Non sempre varcare la soglia significa violare lo spazio degli altri. Varcare la soglia può anche essere un modo di riappropriarsi di uno spazio comune che vuole e deve essere condiviso. Insegnare a varcarla non è dunque sempre un atto di istigazione a delinquere. Può essere o può diventare un gesto di libertà, di pacifica (ri)appropriazione del proprio spazio e del proprio tempo. Di un hic et nunc che per tutti, idealmente, dovrebbe essere un hic et semper. Stalker è chi sa uscire da se stesso, dalla routine di se stesso, dal se stesso riflesso dal proprio specchio e dallo specchio degli altri. Chi sa mettere in gioco il proprio modo di vedere e di essere visto. Chi sa decidere di cambiare posto e posizione nello spaziotempo che conosce o magari di cambiare lo spaziotempo del suo vivere, del suo percepire e del suo comunicare. In altre parole, chi decide di esplorare la Zona. La Zona è l’altra faccia della Necessità, il volto segreto e celato che la Luna non ha mai svelato a nessun pastore errante umano, non una Supernova ma un Buco Nero, non l’arbitrio ma un libero arbitrio cui tocca non già scegliere quali regole seguire o se seguire o no le regole bensì scoprire quali siano le regole vere. Per questo, a Le Vallette, la Zona ha preso il nome di Officine Caos. Per esplorarla senza rischi e con profitto, per usarla per crescere, per conoscerne il potenziale, per carpirne i segreti e condividerli con chi non vuole o ha paura di entrare, occorre lavoro e fatica, allenamento e addestramento, capacità di (ri)mettersi in gioco, voglia di differenza, ansia di libertà. La Libera Accademia, alla resa dei conti, è tutta qui. Un’offerta caparbia del training necessario a chi caparbiamente sogna di entrare nella Zona per farne non il luogo dell’esclusione ma il luogo della condivisione, lo spazio fisico di sopravvivenza dell’utopia. |